Trovo e, volentieri, pubblico.Gentile redazione, nel giornale di ieri, a pagina 17, nell’articolo “La Prestigiacomo: noi tra urla e insulti” ci sono le fotografie di 4 donne: Prestigiacomo, Pollastrini, Turco, e la mia. Avete riportato il pensiero di quattro donne: peccato che il quarto sia della Melandri che non compare in fotografia ma ha comunque diritto di parola. Ma di me solo l’immagine: un’immagine aggressiva a simboleggiare le donne ” cattive “. Rivendico il diritto di parola , come avete dato alle altre immagini .
L’organizzazione della manifestazione aveva esplicitato che, chi aveva partecipato al family day e aveva firmato il pacchetto sicurezza e leggi contro l’autodeterminazione delle donne , rimanesse
fuori dal corteo. Nella proposta Pollastrini Bindi sulla famiglia si prospetta addirittura il reinserimento del marito- padre violento- stupratore nella ” famiglia”.
La Prestigiacomo poi pretende di colonizzare le donne immigrate ( e possibilmente anche non immigrate ) imponendo per legge e non attraverso politiche sociali e culturali la sua cultura. Nel passato governo ha firmato tutto ciò che era possibile firmare contro l’autodeterminazione delle donne. Sia l’altro governo che questo hanno espresso leggi sul lavoro che prima di tutti penalizzano le donne, come sempre. Perché allora tanta arroganza per entrare, non invitate , in una manifestazione trasversale di donne che manifestano contro tutto ciò che queste donne hanno fatto sulla nostra pelle? Di chi è la vera violenza ? E di chi l’arroganza di voler parlare al posto nostro usandoci per la loro immagine politica? Non lo fanno già tutti i giorni ?
Ma in quella foto stavo cercando di farmi ascoltare, inascoltata , dalla stampa di cui è la maggior colpa di ciò che è successo perché, con centinaia di migliaia di donne di tutte le età, etnie, vissuti
diversissimi, con mille cose serie da dire, giornalisti e fotografi erano ammassati, nella foto se ne vedono solo due ma oltre il taglio erano tanti, su una donna che esprime tutto ciò che la piattaforma
della manifestazione denuncia e condanna.
Il gossip è l’incultura per eccellenza . L’incultura prodotta per scelta è una grave responsabilità che vi prendete perché genera ignoranza, odio, barbarie. E in tutto questo a pagare , come sempre , prime sono le donne. Meditate ogni volta che passate il messaggio che cattivo è chi rivendica diritti e dignità, le donne che non ci stanno a farsi usare a qualsiasi livello, i lavoratori, i poveri, i migranti, i disredati, e invece buono è ricco, potente, famoso.
Brutto mondo . Pensateci un po’.
Mariella Saviotti- Bologna